venerdì 18 febbraio 2011

Così, tra ricami e merletti...

Così, tra ricami "amatoriali "e merletti tradizionali, trascorse il primo anno di scuola.


Allora frequentavo la sede di Grado e fu la paziente guida della mia prima maestra , Lida Maricchio, ad introdurmi in questo mondo fantastico, finchè un bel giorno rimasi folgorata dal merletto contemporaneo.

Visitando per la prima volta  una esposizione di merletto contemporaneo della Rep Ceca, compresi che era possibile "intrecciare" il filo in mille modi diversi e decisi di provare ad interpretarlo a modo mio, ossia con i punti tradizionali della mia Regione. Mi affascinavano le lavorazioni dilatate, il mezzo punto con tante sfumature,  le "figurine", le "testine", le "spirali" tridimensionali, i filati dei più fantasiosi, ma pensai  che ripetendo quanto avevo già visto sarebbe stato, forse, sì più semplice, ma meno interessante. Iniziai così una strada difficile, quella dell'abbigliamento, accessori e gioielleria. Se per i "gioielli" di filo c'è sempre interesse,  molto più difficile è presentare capi di abbigliamento. Ad una esposizione di merletti ci si aspetta merletti per la casa, la biancheria intima, accessori vezzosi come ventagli, fiori... anzichè trovarsi di fronte a capi un pò eccentrici, con foggie e trasparenze inadatte all'abbigliamento di ogni giorno. 
So che  la maggioranza del pubblico che gira per mostre di merletto preferisce quello tradizionale, e poco interessano abiti "eccessivi", pensati per una passerella, con colori eccentrici anche se supportati da una buona confezione sartoriale e tessuti di pregio, lo so bene,  ma avendo una certa competenza sartoriale insisto in questo mio passatempo, disegnando, tagliando e cucendo i miei abiti e merletti.
Una delle prime cose che feci fu questa sciarpa.
La realizzai  nel 2002, per una mostra di lavori della Scuola Merletti Gorizia al Museo della Civiltà Contadina di Farra (GO). Poi, mi ha "seguito" in quasi tutte le esposizioni e sono molto contenta che, per mia fortuna e nonostante gli anni , piace ancora





domenica 13 febbraio 2011

Mostra "Bandiere" - Portoroz (Slovenia)

L'esposizione "Bandiere" che si è tenuta a Portoroz (Slovenia) era curata dall'Associazione di Merletto a Fuselli "Cvetke Ziri".

Ziri si  trova vicino al fiume Sora e nella congiunzione di tre regioni slovene, Gorenjska, Primorska e Notranjska. Fin dalla seconda metà del 19° secolo la località è nota per la lavorazione delle scarpe e del merletto.


Nel 2004 nasce l’Associazione “Cvetka” (cvetka è il nome del fiore del melo, caratteristico della zona) con lo scopo di preservare e favorire l’arte del merletto a fuselli. http://www2.arnes.si/~oskrzi3s/100/index.htm
La scuola di merletto organizza corsi e  a fine aprile una manifestazione e concorso che dura fino al primo maggio. Nel 2006 la Scuola ha celebrato il centenario di fondazione.
Nel 2010  gli allievi della scuola (26 donne e un uomo) iniziano a lavorare per un progetto sui simboli e bandiere dell’’ Unione Europea.



Di questi merletti, unici, complicati ed eseguiti in modo perfetto è stato  realizzato  il libro  “Europa v Cipki / Europe in Lace “





martedì 8 febbraio 2011

Valtopina (PG) 2010 - 2

Museo del Ricamo e del Tessuto Artigianale
La mostra - PreziosaMente - inaugurata nell'ambito della XII  Mostra del Ricamo a Mano e del Tessuto Artigianale all'inizio del mese di settembre

  
si è conclusa nella prima decade di dicembre 2010.
                                      Tina Koder - Slovenia   e  Martina Konkolova - Slovacchia

                                                      Jana Frajkorovà (Slovacchia)
Svetlana Pavlickovà (Rep. Ceca)

Tove Andeer (Fi) Sofia Verna (Canada)


                                                                     Catalogo

Sono sicura che gli altri gioielli artistici realizzati con rara capacità da creatrici italiane, hanno,  e avranno, spazi su riviste,  siti ,o blogs, e concludo così questo post che vuol essere un omaggio alle ospiti straniere delle quali si è scritto e pubblicato poco o nulla.
Tutti i gioielli  italiani e stranieri sono pubblicati sul Catalogo : PreziosaMente , dal filo al gioiello.
http://www.scuoladiricamo.com/

mercoledì 2 febbraio 2011

Valtopina (PG) - 1

                                                                                      
Lo scorso anno il piccolo Museo del Ricamo e del Tessile di Valtopina ha ospitato la mostra PreziosaMente alla  quale sono stati invitati artisti tessili i quali hanno realizzato opere nelle varie tecniche e tipologie. Di questa manifestazione che è cresciuta molto negli anni, si è già parlato e visto abbastanza. http://picasaweb.google.com/maria.bissacco/Valtopina2010#
Pubblico ora delle foto di alcuni  dei 59 gioielli pervenuti mentre  la rassegna completa è pubblicata sul Catalogo : Preziosamente - dal filo al gioiello ( http://www.scuoladiricamo.com/)
                                                             Un mio collier: - Etnico? -
                                                        Jana Stefkova (Rep Ceca)
                                                tessitura, Graziella Giudotti  (Italia)
                                                           Iva Proskova (Rep. Ceca)
                                           Claudette Bouvot e Chantal Herveux (Francia)
                                                                                   continua....

venerdì 28 gennaio 2011

Sempre merletti...

Tempo fa Adriana, una cara amica di Bologna, girando tra le bancherelle di un mercatino dell'usato, ha trovato queste preziose "figurine"...


 e me le da regalate! Le conservo quasi devotamente e le ho fotografate poggiandole su un centrino (disegno proprietà Scuola merletti Gorizia) che eseguii il primo anno di scuola.
Anche lo sfondo di questi  francobolli è un merletto eseguito tanti anni fa;

il disegno di molti anni fa, è sempre della scuola. Si tratta di un "davantino", un'applicazione per abito o camicetta, eseguito con filo di Cantù n. 40 e lavorato a punto fiandra.  Entrambi i capi sono stati lavati, perciò pippiolini, e fogliette ( catenelle e pippiolino ) hanno perduto la forma originale... non amo molto i pippiolini perchè sono perfetti prima del lavaggio, poi si  si trasformano in "pallini"...

domenica 23 gennaio 2011

Amarcord - 2

Ho sempre ammirato le donne di "una volta", possedevano  fantasia,  creatività e capacità manuali invidiabili.  L'arte del "Riciclo" era una necessità alla quale si adattavano  con disinvoltura senza bisogno di suggerimenti di siti o blog, credo con allegria, non vidi mai mia nonna nè mia madre lavorare con tristezza.
Noi,  fin da piccole giravamo in questo universo femmile cosparso di stoffe , lane, aghi e  fili ... infatti mia nonna mi mise presto tra le mani ago e filo e a cinque anni ricamai questo centrino a punto erba ( la rifinitura  è opera di mia madre).
Il soggetto è veramente datato,oggi ci sono decori molto più stimolanti, e non era, il  mio, una cosa eccezionale , le bambine venivano iniziate al ricamo molto presto. Al primo anno della Scuola elementare si eseguiva, generalmente, un ricamo a punto filza su tela rada con la quale poi si confezionava una sacca. In seconda s'imparava l'uncinetto
Negli anni successivi qualcosa di più impegnativo come  lavorare a maglia, in quarta non ricordo...  in quinta elementare ricamai questa tovaglia a punto erba e margherita.
Sinceramente non ho mai avuto una splendida "mano" per il ricamo, però mi piaceva e verso i 18 anni  mi sono dedicata a questo copritavolo.

ricamato con del cotone lanato, molto allegra ...nuova perchè non è mai stata adatta all'arredamento...
 Non stò a raccontare i lavori per il corredo. Allora a Trieste, in Corso Italia,  c'era un negozio Canetta con un assortimento di tele, fili , disegni, schemi, da perdere la testa. Non era molto grande però la merce era  di ottima qualità. Infatti i lini, le tele Fiandra e i cotoni migliori sopravvivono  e spero per chissà quanto ancora!
Alle Scuole medie in mancanza dell'ora del lavoro manuale, mi  divertivo a dipingere. Finite le scuole medie altri...aghi e fili: mi sono diplomata sarta. Allora esisteva questo diploma.
Negli anni 60 era di moda lavorare all' uncinetto.  Rakam allora era una rivista  valida e con buone spiegazioni, perciò... scialle!

 ancora in perfetto stato. Lana e ciniglia                continua...

sabato 15 gennaio 2011

Amarcord -1 -

Amarcord è un modo romagnolo per dire " io mi ricordo"  e che Fellini usò per il suo celebre film (1973). Su sollecitazione di alcune amiche, inizio il mio "amarcord "con un copritavolo appartenuto a mia nonna paterna (fine '800). Poi alcuni lavori ad uncinetto di mia madre, che sapeva lavorare bene anche a maglia, uncinetto,  cucire, fare le calze con i quattro ferri e le borse per la spesa in rete da pescatore,  con lo spago

Lavori  complicati o semplici, come queste allegre presine realizzate negli aultimi anni della sua vita
In casa abbiamo sempre avuto merletti, come questo di Idrjia, che ha più di ottant'anni (si trovano uguali in commercio ancor oggi)...

Fa quasi ridere oggi questo grembiule per i lavori domestici degli anni cinquanta, ricamato a mano, foderato...
Ho  grande rispetto, ammirazione per i lavori del passato,  però mi piace il futuro...
Mia nonna materna era stata sarta di paese, perciò fin dalla prima infanzia ho visto fili, aghi, e alle volte mi mettevano a sedere sul piano in legno della macchina cucire , una Singer a pedale. Mia nonna, verso i cinque anni, mi mise in mano ago e filo... (continua)